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Perdersi nella tecnologia

Mi capita di stressarmi davanti al computer perchè devo fare quel lavoro, ma
… mi capita di perdermi perchè non so cosa fare o non ne ho voglia
… mi perdo navigando in internet fino ad anestetizzarmi
… stare fermo mi annoia, non so cosa fare e quindi annego nel computer …

L’uso di computer, di tablet e sempre di più con lo smartphone dilaga, è lo “strumento” di cui si fà maggiore uso sia al lavoro che nella vita e non più solo come passa-tempo!
Diveniamo commessi al mondo, chattiamo con chiunque amici e sconosciuti, senza più volgere lo sguardo oltre lo schermo grande o piccolo che sia, il contatto visivo con quello che ci sta intorno, cose e persone, è come se non esistessero. Sono connesso alla rete e sconnesso dalla vita!

La domanda che mi pongo è: per quale motivo non voglio stare con me? da cosa o da chi scappo?
Mi illudo del fatto che occuparmi con un falso fare; vagando alla ricerca di spazi da riempire nel quale perdermi, qualcosa nella mia vita possa cambiare?
Allo stesso modo, quando mi riempio di impegni di lavoro, quando dico si a qualsiasi richiesta fino al tracollo e continuo a dire: devo assolutamente fare/finire questo! …è urgente!! sono connesso?
E quando reagisco al disagio di essere in un luogo dove non voglio stare, circondato da persone che non mi capiscono, e quindi mi annullo davanti un monitor o chissà cos’altro mi invento, mi prendo cura di me?

Se qualcosa di quello che hai letto fino a questo punti ti risuona, senti che in qualche modo potrebbe appartenerti, ho forse, una buona notizia da comunicarti: puoi scegliere, sempre e comunque puoi scegliere! Puoi scegliere di tornare a te in qualsiasi momento, cominciando proprio da dove ti trovi.
L’ambito lavorativo è un ottimo luogo dove praticare la presenza, non per risolvere le cose poichè sarebbe aspettativa e non presenza, ma per provare a vedere le cose in un altro modo cambiando il tuo modo di vederle e di vederti in esse. Come cominicare l’allenamento? Posso attivare un timer che ogni “X tempo” suona per richiamarmi a me,  oppure posso spostare gli oggetti sulla scrivania e nei cassetti, e sorridere (invece che arrabbiarmi) quando in modo automatico mi muoverò per prendere quell’oggetto che sta da sempre in quel posto! E ancora posso personalizzare lo sfondo del mio computer con frasi o immagini che mi richiamino all’essere presente a me. Posso quando sento ansia o tensione salire, fermarmi un attimo, ascotare il mio respiro, e chiedermi cosa non va in me, cosa mi agita e vedere se vale la pena reagire come sempre faccio o aver cura per me provando ad accettare quello che accade poenedomi in altro modo. Qualsiasi cosa possa portare ad uno stato di quiete è la benvenuta!
Evita qualsiasi cosa porti in un altro fare come i giochi per rilassarsi che in realtà ti allontanano dal come stai in questo momento… è come passare ‘dalla padella alla brace’; fai un bel respiro lungo e profondo e … per qualche istante lasciati andare.

E se proprio vuoi una soluzione “tecnologica” guarda cosa ho trovato.

Sei al lavoro, sei stressato, senti la necessità di fermarti e non sai come, ecco una proposta da provare. Il sito offre varie opzioni personalizzabili, e varie offerte che ti guidano nel tuo “personal relax time”.
Puoi anche andare su http://www.donothingfor2minutes.com/ e per due minuti (tempo già impostato) fissare il monitor e usare questo tempo per ascoltare il tuo respiro, il tuo corpo, le tue sensazioni.

Qualcos’altro?

  • http://www.loungev.com/ propone video “natura” disponibili su youtube da guardare, se ti riliassi e ti piacciono potrai acquistarli, ma a prescindere da ciò usale come fosse un “traininig autogeno”
  • http://asoftmurmur.com/ ti permette di mixare vari elementi e a fine lavoro goditi l’opera che hai creato, fatto ciò fermati e ascoltati.
  • http://www.getrelaxed.com/ ti propone musica e immagini sulle quali fermarsi e stare come sempre ti propongo in ascolto del tuo respiro e di quello che senti nel corpo.
  •  http://bomomo.com/ in questo sito, attraverso funzioni disponibili on-line puoi disegnare e che potrai salvare in locale sul tuo pc, un momento di svago dove fare affiorare attraverso la tua creatività un po’ di serenità.
  • http://www.noisli.com/ ti fa giocare con i suoni, mentre lo sfondo di colore uniforme cambia, osserva i colori, le variazioni e ascolta sempre il tuo respiro. Cosa simile anche navigando su http://www.soundrown.com

Nella mia ricerca che ho condotto, ho cercato di mantenere attenzione al corpo e al respiro, decellerando quando la frenesia si mostrava, tra una ricerca e l’altra, mi sono fermato alcuni minuti per riconnetermi alla ‘quiete’, cosa che la navigazione e il veloce movimento delle dita e degli occhi possono far perdere. Il movimento verso il fare che nel quotidiano genero, posso usarlo per osservare se la mente rimane calma o se la frenesia mi fa correre sui tasti o con il mouse. Ad esempio tra le cose trovate, attualmente, la proposta che sento più adatta al caso e quella sul sito di calm, guarda caso il primo che ho citato.

Differente per caratteristiche e risultato ho trovato due applicazioni da installare in locale che mi sono particolarmente piaciute, e sono:

  • una piccola e semplice app sia per windows e per mac che una volta installata ogni ‘x’ tempo emette un suono di gong. Ottimo modo per tornare al presente, se mi sono perso http://iamfutureproof.com/tools/awareness/
  • e in conclusione quella che preferisco è http://eyeleo.com/download, una volta installata, la puoi parametrizzare (opzionale) e… prova e se ti va fammi sapere se ti è piaciuta!

E per chi vuole avere un ‘memo alla presenza’ sul proprio smartphone e tablet basta che acceda allo store solitamente già installato sul proprio dispositivo e cerchi attraverso parole chiave come ‘relax’ ‘meditazione’,… l’applicazione del caso. Ovviamente la scelta è ampia, ma il punto non è trovare l’app giusta, che si tradurrebbe nuovamente in un fare, ma scegliere di incontrare se stesso utilizzando mezzi dai quali solitamente mi lascio fagocitare.

Con alcuni colleghi abbiamo proposto all’interno di aziende di medio-piccola dimensione, attività che stimolino all’ascolto, all’osservazione di come vivo e come mi relazione nello spazio lavorativo. Obiettivo: una possibile armonizzazione di ogni componente. Dove intento e collaborazione erano presenti, si dono raggiunti buoni risultati che nel tempo hanno migliorato le condizioni relazionali e ovviamente operative. L’ambito lavorativo è certamente un “pezzo” di gornata importante, e parlare di presenza nel lavoro, come nella vita, è qualcosa scegliere, coltivare e predersene cura, è un’allenamento da seguire con costanza e diviene strumento fondamentale per aiutarmi a ricordare dove sono, come mi sento.

Buona sperimentazione