… o respiro perchè sono vivo?
E’ sicuramente bene che il respiro avvenga senza l’intervento della mente, altrimenti troveremmo corpi senza vita in ogni luogo.
Se al respiro si anteponesse la mente, ci potremmo dimenticare di respirare, o cominceremo a porre chissa quali domande o a fare quali considerazioni!
Si narra che il budda racconti in una delle sue storie (più o meno) di quell’uomo che trafitto di una freccia si comincia a chiedere chi lo avesse colpito, e poi come fosse potuto accadere, e ancora perchè lo avessero colpito con quella freccia, e altro ancora… intanto, moriva dissanguato.
E poi di una altro uomo a cui accadde la stessa cosa, ed egli prontamente, comprende come estrarre la freccia e come curarsi.
MENTE o CORPO
Lascio che il respiro senza alcuna attenzione sia e che mi mantenga in vita, o scelgo di guardare, ascoltare cosa mi accade.
Soffoco in un’emozione tutto me stesso, o entro in contatto con il mio corpo senza resistere a quello che sta accadendo.
Trattengo il fiato e non ingoio? Divento paonazzo me non mollo!!
Si di solito, questo è quello che accade se vivvo fuori dalla presenza di me stesso; se adduco costantemente responsabilità di tutto quello che accade fuori di me.
In ognuno di noi c’è la quiete, l’osservatore che è in me fa la differenza; posso scegliere se essere presente, arrendermi a quello che c’è, e da li fare un passo, forse.