Per quanto mi sia piaciuto, non mi riferisco al film di Luc Besson il Quinto elemento, ma desidero evidenziale il suo valoroe; è la totale presa di responsabilità di tutto quello che facciamo.
In una sessione di respiro, non esiste “faccio bene/male” o “respiro poco/troppo” o altro ancora. Chi compie l’azione è nella totale attenzione dell’atto e…
fa in modo che tutto ciò che fai vada sempre come meglio è possibile che vada
e questa è un’ottima regola generale da adottare nella nostra vita.
Esattamente all’opposto di quello che nelle “leggi di Murpy” ironicamente viene postulato, nella pratica del rebirthing l’intento di chi ‘respira’ è la base per cui tutto andrà come deve andare e comunque al meglio.
Nessuna aspettativa, poichè in essa si cela la mente, ma apertura e resa a quello che c’è.
Ieri mi hanno chiesto se il rebirthing ha controindicazioni.
La risposta è: NO NESSUNA, salvo come si può evincere il pensare di fare, il controllare, il gestire,…
Per enorme fortuna di noi esseri umani la respirazione è autonoma, non condizionata dalla mente, altrimenti ogni tanto ci potrebbe capitare di assistere a morti improvvise causate dal fatto che qualcuno preso nel suo fare si dimentica di respirare!