Il percorso personale verso il risveglio e la consapevolezza
Società, il vivere in città, le relazioni che sembrano difficili, e tutti quegli stimoli che ci spingono ad essere sempre più veloci, competitivi ed efficenti e on-line a qualunque costo.
Per quanto cerchiamo di convicerne, molto psesso, questo tempo non è quello che desideriamo, ma poichè è importate dimostrare, dovere essere… forziamo il passo ed evitiamo di ascoltarci. Nel tempo questo ci porta ad aumentare la nostra solgia di sopportazione, lo stress o l’ansia crescono e non diamo più attenzione a quei piccoli disagi che ci accompagnano sempre più frequentemete nel quotidiano.
La confusione che si genera, ci impedisce di comprendere da dove ha avuto origine quel di disagio, quel senso di insoddisfazione che mi accompagna nel quotidiano, l’idea di inadeguatezza che sempre con più forza prende forma. Allora accade che crediamo di non sapre cosa fare, ci isoliamo o reagiamo in modo eccessivo a volte, poi, pentendocene e con esso aumenta il malumore, il disagio.
E’ necessario allora fermarsi, trovare il modo per entrare in ascolto e riconoscere che tutto ciò non mi fa “stre bene con me” è sempre più impellente e vuole essere considerato.
Per motivi come questi e altri ancora ci si rivolge al counsellor, poichè con la sua professionalità è in grado di offrire un ascolto libero da pregiudizi, non coinvolto in nessuna dinamica, e altra cosa importante al fuori dal nucleo delle “conoscenze”.
Grazie a questa forma di sostegno si possono generare quegli stimoli necessari per risvegliare la normale capacità di risoluzione in totale autonomia.
Fissare adesso un primo incontro è aprirsi a quel sentire, celebrare la vita che siamo e dare inizio ad un nuovo tempo con noi.
Per quanto cerchiamo di convicerne, molto psesso, questo tempo non è quello che desideriamo, ma poichè è importate dimostrare, dovere essere… forziamo il passo ed evitiamo di ascoltarci. Nel tempo questo ci porta ad aumentare la nostra solgia di sopportazione, lo stress o l’ansia crescono e non diamo più attenzione a quei piccoli disagi che ci accompagnano sempre più frequentemete nel quotidiano.
La confusione che si genera, ci impedisce di comprendere da dove ha avuto origine quel di disagio, quel senso di insoddisfazione che mi accompagna nel quotidiano, l’idea di inadeguatezza che sempre con più forza prende forma. Allora accade che crediamo di non sapre cosa fare, ci isoliamo o reagiamo in modo eccessivo a volte, poi, pentendocene e con esso aumenta il malumore, il disagio.
E’ necessario allora fermarsi, trovare il modo per entrare in ascolto e riconoscere che tutto ciò non mi fa “stre bene con me” è sempre più impellente e vuole essere considerato.
Per motivi come questi e altri ancora ci si rivolge al counsellor, poichè con la sua professionalità è in grado di offrire un ascolto libero da pregiudizi, non coinvolto in nessuna dinamica, e altra cosa importante al fuori dal nucleo delle “conoscenze”.
Grazie a questa forma di sostegno si possono generare quegli stimoli necessari per risvegliare la normale capacità di risoluzione in totale autonomia.
Fissare adesso un primo incontro è aprirsi a quel sentire, celebrare la vita che siamo e dare inizio ad un nuovo tempo con noi.